Giuseppe Dambrosio, Potere, Soggettività, Post-Modernità, Sensibili alle foglie, 2021
Nella prima parte di questo libro vengono ripresi e attualizzati gli studi di Michel Foucault sul potere disciplinare, a cui è connesso il concetto di dispositivo, per indagare le forme assunte da assoggettamento e soggettivazione nella post-modernità. È evidenziata, sul piano sia filosofico sia pedagogico che politico, l’inquietante esasperazione della disciplina di normalizzazione, particolarmente osservabile nei contesti di tipo educativo e formativo, che si concretizza nell’eccessiva e progressiva medicalizzazione della società e finisce per tratteggiare una nuova figura di «anormale 2.0» a fronte delle epocali trasformazioni antropologiche e sociali del mondo globalizzato, retto dalle leggi del neoliberismo. Nella seconda parte si osservano i processi di ibridazione tecno-digitale dei corpi, finalizzata a rapirne insieme il tempo storico e lo spazio fisico, il nodo forte del disciplinamento a mezzo di contesti strutturati di assoggettamento e de-soggettivazione. L’Autore propone i concetti di “non-corpo”, “non-tempo” e “non-spazio” per identificare l’evoluzione degli effetti dei processi di “deformazione” legati alla globalizzazione e alle derive tecnologiche e tecnocratiche del neoliberismo. E ci invita a sperimentare la costruzioni di altre e diverse forme di soggettività, in particolare a dare vita a sempre nuovi percorsi educativi di soggettivazione in un’ottica di “resistenza” al potere.
Description in English
POWER, SUBJECTIVITY, POST-MODERNITY
The first part of this book investigates the forms of subjection and subjectivation in post-modernity, and focus on Michel Foucault’s studies of disciplinary power and the associated concept of dispositif. The disciplinary notion of normalisation is highlighted from a philosophical, pedagogical and political point of view particularly as it operates in educational contexts.
The form of in the excessive and progressive medicalisation of society culminates in outlining a new figure, the ‘abnormal 2.0’, in the frame of the epochal anthropological and social transformations of a globalised world, ruled by the neo-liberal paradigm.
The second part of this book looks at the processes of techno-digital hybridisation of bodies, aimed at abducting both historical time and physical space; that is, the main node of disciplining by means of structured contexts of subjugation and de-subjectivation.
The author proposes the concepts of ‘non-body’, ‘non-time’ and ‘non-space’ to identify the evolution of effects of the ‘deformation’ processes caused by globalisation and technological and technocratic drifts of neo-liberalism. The author invites us to experiment with new and different forms of subjectivity, in particular to give life to ever new paths of subjectivation in educaation from a perspective of ‘resistance’ to power.
GIUSEPPE DAMBROSIO è laureato in Filosofia e in Scienze Pedagogiche. In passato ha lavorato come educatore nell’ambito del disagio adolescenziale. Da diversi anni insegna al liceo. Per le Edizioni Mimesis ha pubblicato: “L’alienato pastore dell’Essere”, in M. Bellini (a cura di) Corpo e rivoluzione. Sulla filosofia di Luciano Parinetto, (2012) e Heidegger, a destra della verità, (2021).
PIERANGELO BARONE è docente di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Tra le sue pubblicazioni: La materialità educativa (Unicopli, 1997), L’animale, l’automa, il cyborg (Mimesis, 2004), Vite di flusso. Fare esperienza di adolescenza oggi (Franco Angeli, 2018).