Ottavio Marzocca, Il virus della biopolitica: forme e mutazioni, Edizioni Efesto (2023)
La pandemia ha confermato che la biopolitica è una forma essenziale della politica dominante. Essa tuttavia non ne è il “paradigma”, ma è parte di un insieme di tecniche di governo, in cui il primato della razionalità economica s’intreccia con la pervasività delle pratiche biomediche. Questo libro discute l’idea che una vocazione biopolitica segni fin dalle origini la nostra civiltà e riporta la biopolitica al suo legame con la modernità, alle mutazioni che essa subisce con il variare delle forme di governo e, in particolare, con l’egemonia della cultura liberale e neoliberale. Esso, infine, mostra i fallimenti cui la biopolitica sembra destinata di fronte a problemi come la crisi ecologica e i contagi planetari che ne possono derivare.
Su tutto questo il volume approfondisce autori come Foucault e Arendt, Platone e Aristotele, Agamben e Rose, Bateson e Cooper.
Esso, inoltre, mostra i fallimenti cui la biopolitica sembra destinata di fronte alla crisi ecologica e ai contagi planetari che ne possono derivare. Esso, infine, esamina criticamente sia la possibilità di un governo biopolitico della questione ambientale sia le strategie locali e globali attuate per governare la pandemia.
Ottavio Marzocca, professore di Filosofia etico-politica all’Università di Bari fino al 2021, si occupa dei rapporti tra sistemi di potere e forme di sapere nel governo della società.
Tra i suoi libri: Biopolitics for beginners: Knowledge of life and government of people (2020); Il mondo comune: Dalla virtualità alla cura (2019); Foucault ingovernabile: Dal bios all’ethos (2016).
Per le edizioni Efesto ha curato, insieme ad Andrea Russo, la riedizione di N. M. de Feo, Analitica e dialettica in Nietzsche (2022).